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Catalogo curato

Padina pavonica

Padina pavonica

Padina pavonica: macroalga marina della famiglia Dictyotaceae, utile in refugium, vasche display marine o sistemi con gestione naturale dei nutrienti.

Famiglia
Dictyotaceae
Uso in vasca
Usata in 0 vasche
Temperatura

22 °C - 28 °C

pH

8 - 8.4

Tipo acqua

Marina

Luce

Media-alta

CO2

n.d.

Descrizione

Origine Geografica e Habitat: Padina pavonica (nota come Coda di Pavone) è l'alga bruna emblematica e inconfondibile del Mar Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico orientale. Prospera nelle calde acque litoranee illuminate dal sole, partendo dalle pozze di marea fino ai 15-20 metri di profondità. È una pioniera dei substrati duri: colonizza rocce lisce, ciottoli e persino relitti in aree esposte a un moto ondoso variabile, evitando i substrati sabbiosi incoerenti.

Tassonomia e Genetica: Appartiene alla classe delle Phaeophyceae (Alghe Brune) e all'ordine Dictyotales. Nonostante sia geneticamente un'alga bruna ricca di fucoxantina (il pigmento che conferisce i toni marroni/gialli), condivide con alcune alghe verdi (come l'Halimeda) la rarissima capacità di incorporare massicciamente carbonato di calcio sotto forma di cristalli aghiformi di aragonite nelle fasce esterne della sua lamina, un astuto stratagemma difensivo.

Struttura Fisica: Non esistono altre alghe con questa conformazione in acquariofilia. Il tallo calcificato non è ramoso, ma si avvolge assumendo l'esatta forma a imbuto o a ventaglio arricciato di un orecchio umano o di una corolla di rosa (forma padiniforme). Le fronde a ventaglio nascono da un minuscolo e robusto rizoma adesivo nero, accrescendosi orizzontalmente in modo concentrico. Il margine superiore (quello in fase di crescita) è orlato e leggermente arrotolato verso l'interno.

Colore e Trama: Cromaticamente stupefacente. Le larghe lamine imbutiformi mostrano fasce concentriche alternate (zonature) di colore verde oliva, marrone senape e bianco gesso vivo (l'aragonite precipitata). Spesso i margini e le venature inferiori presentano riflessi celesti iridescenti sotto certe angolazioni di luce. Al tatto è ruvida sulla parte sbiancata, mentre è coriacea, rigida e cartacea (come una pergamena calcificata) lungo il resto della struttura.

Cura e osservazioni

Illuminazione e CO2: Per replicare la colorazione bianca e marrone contrastante, esige una quantità di luce mostruosa (PAR > 250), preferendo spettri solari caldi (es. 10.000K). Meno luce riceve, meno aragonite precipita: i margini calcificati spariscono e la pianta regredisce a un banale e fragile color marroncino fangoso. Essendo altamente fotosintetica non richiede CO2, ma dipende criticamente dai carbonati dell'acqua.

Nutrizione e Substrato: Necessita imperativamente di essere saldata a una roccia porosa tramite il suo bottoncino rizoidale. L'assorbimento di nutrienti (azoto e fosforo) avviene tramite le grandi lamine. Come per i coralli LPS e SPS, necessita di magnesio e calcio costanti per depositare le sue bande gessose bianche e di iodio per contrastare il foto-degrado delle cellule sotto la luce battente.

Chimica dell'Acqua: È forse l'alga che più di tutte esige parametri chimici perfetti, pena lo sfaldamento della calcificazione. Temperatura mediterranea o subtropicale (18-25°C), densità rigida (1.026), pH elevato (8.2-8.4) e una triade bilanciata (Ca, Alk, Mg). Se l'alcalinità cala sotto 7 dKH, i ventagli diventano fragili e le correnti li sgretolano facilmente.

Gestione dello Spazio e Posizionamento: La Coda di Pavone è una star del display tank (specie in biotopi mediterranei o acquari di cavallucci), non un'alga da sump. Si posiziona nella parte medio-alta della rocciata, saldando la sua base esile su un anfratto esposto alla luce prepotente e a una corrente turbolenta, che aiuterà a pulire la superficie imbutiforme dal detrito precipitante. Cresce moderatamente, formando affascinanti terrazzamenti.

Potatura: Non si pota. Se l'alga prospera, genererà periodicamente nuove lamine concentriche dal rizoma basale. Se alcune lamine vecchie si sgretolano o muoiono asfissiate dalle alghe cianobatteriche, si spezzeranno naturalmente oppure potrete rimuoverle delicatamente tirando il margine morto per non strappare il disco adesivo del ventaglio principale.

Rischi e Malattie: È delicata da maneggiare: le sue lamine calcificate si spezzano se manipolate bruscamente. Il rischio mortale in vasca per quest'alga è l'epifitismo: le micro-alghe o la melma batterica si posano nella conca a ventaglio, impedendole di fare fotosintesi e soffocandola. Per la compatibilità, la sua forte calcificazione e la presenza di florotannini sgradevoli respingono la maggior parte degli erbivori deboli, sebbene i ricci dotati di denti forti la tritureranno inevitabilmente.

Profilo pianta

Posizionamento
Refugium o display marino
Forma botanica
Macroalga marina
Luce
Media-alta
Crescita
Media
Altezza attesa
20 cm
Larghezza attesa
20 cm
Substrato
Roccia viva, sabbia o crescita libera secondo specie
Fertilizzazione in colonna
Nutrienti disponibili in acqua marina; evitare zero nutrienti prolungato
Potatura
Potare e rimuovere biomassa per esportare nutrienti.
Propagazione
Frammentazione vegetativa
Nutrienti
Utile per assorbire nitrati e fosfati quando crescita attiva.
Sensibilita'
Sensibile a instabilita salina, erbivori e carenza estrema di nutrienti.
Ruolo layout
Macroalga/refugium

Galleria immagini

Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.