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Catalogo curato
Hygrophila corymbosa ''Angustifolia''
Hygrophila corymbosa ''Angustifolia''
Hygrophila corymbosa ''Angustifolia'': pianta acquatica della famiglia Acanthaceae. Luce: Da media ad alta.
- Famiglia
- Acanthaceae
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
18 °C - 30 °C
5.5 - 7.5
Acqua dolce
Da media ad alta
10-40 mg/L
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: La *Hygrophila corymbosa* var. 'Angustifolia' (precedentemente nota anche come *Nomaphila stricta* in alcune sue forme) è una pianta anfibia originaria del Sud-est asiatico, in particolare di Tailandia, Malesia e Indonesia. Nel suo habitat naturale cresce rigogliosa lungo gli argini di fiumi a lento scorrimento, ruscelli ombreggiati e paludi, spesso emergendo parzialmente o totalmente durante la stagione secca per poi essere completamente sommersa durante i monsoni.
Tassonomia e Genetica: È una dicotiledone della famiglia Acanthaceae. L'epiteto 'Angustifolia' (dal latino *angustus* = stretto e *folium* = foglia) descrive la sua mutazione varietale caratteristica: foglie notevolmente più lunghe e lanceolate rispetto alla forma nominale (*Hygrophila corymbosa*), che presenta invece lamine fogliari ben più larghe e ovali.
Struttura Fisica: È una classica pianta a fusto (caulescente). I suoi steli sono robusti, spessi, rigidi e carnosi, in grado di sostenersi autonomamente anche fuori dall'acqua. Le radici avventizie spesso spuntano dai nodi lungo il fusto per ancorarsi o prelevare nutrienti extra. Le foglie si sviluppano in coppie opposte decussate (ruotate di 90 gradi rispetto al nodo precedente) e sono notevolmente allungate (fino a 15-20 cm) e strette, simili a foglie di salice o di oleandro.
Colore e Trama: La colorazione varia dal verde mela al verde scuro intenso. In presenza di luce molto forte, la nervatura centrale e la pagina superiore possono assumere deboli sfumature bronzo o ruggine. La trama fogliare sommersa è liscia, mentre se coltivata in emersione (paludario), le foglie diventano coriacee, ricoperte da una fitta e sottile peluria (tricomi) e producono bellissimi fiori tubolari lilla o viola all'ascella fogliare.
Cura e osservazioni
Illuminazione e CO2: Pianta estremamente rustica e accomodante. Sopravvive senza problemi sotto illuminazione debole o media, ma in queste condizioni tenderà a perdere le foglie inferiori (che restano in ombra) e ad allungare molto gli internodi. Con luce intensa, la crescita diventa rapidissima e compatta. Non richiede assolutamente l'integrazione di anidride carbonica (CO2) per sopravvivere, sebbene la sua aggiunta decuplichi i ritmi di accrescimento.
Nutrizione e Substrato: Alimenta una rete radicale piuttosto profonda e sviluppata, pertanto gradisce un substrato ricco (terriccio allofano o fondo fertile). Tuttavia, le innumerevoli radici avventizie sul fusto dimostrano la sua formidabile capacità di estrarre nutrienti (in particolare nitrati e potassio) direttamente dalla colonna d'acqua. È un'ottima consumatrice di inquinanti, ideale per stabilizzare vasche appena avviate.
Chimica dell'Acqua: Una delle piante d'acquario più tolleranti in assoluto. Si adatta a pH acidi (6.0) così come nettamente alcalini (8.0). Sopporta acque molto dure (GH fino a 20) e acque tenere, a temperature comprese tra i 20 e i 28°C. È indicatissima per acquari di comunità con Poecilidi o Ciclidi africani non troppo aggressivi con la vegetazione.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: Le sue dimensioni imponenti (può superare facilmente i 50 cm di altezza) e le foglie lunghe e cadenti la rendono perfetta per lo sfondo (background) o come pianta focale ai lati dell'acquario per nascondere i tubi del filtro. Data la larghezza della sua chioma, i fusti vanno piantati distanziati di almeno 4-5 cm l'uno dall'altro per evitare che le foglie basse marciscano per mancanza di luce.
Potatura: Cresce incessantemente verso la superficie. Quando i fusti si piegano sul pelo dell'acqua o emergono, la potatura (topping) è d'obbligo. Si taglia il fusto appena sopra un nodo sano. Il ceppo inferiore radicato ributterà rapidamente due o più getti laterali (rendendo il cespuglio più folto), mentre la parte superiore asportata (talea apicale) può essere interrata per formare una nuova pianta autonoma.
Rischi e Malattie: È una pianta fortissima, ma ha un "tallone d'Achille" chimico: è estremamente sensibile alla carenza di Potassio (K). Se questo macronutriente scarseggia, le foglie più vecchie svilupperanno forellini sparsi e i bordi ingialliranno rapidamente per necrosi (i classici "buchi da pin-hole"). È fondamentale integrare fertilizzanti liquidi a base di potassio per mantenere le foglie integre e lussureggianti.
Profilo pianta
- Posizionamento
- halb-emers (offene Becken), Sfondo, Centro vasca
- Forma botanica
- stem
- Luce
- Da media ad alta
- CO2
- 10-40 mg/L
- Crescita
- Rapida
- Fertilizzazione in colonna
- Fertilizzazione in colonna stabile, regolata su crescita e alghe
- Fertilizzazione radicale
- Utile soprattutto per forme radicate; non prioritaria per epifite
- Potatura
- Rimuovere foglie deteriorate e potare senza destabilizzare il gruppo.
- Propagazione
- Talee
- Nutrienti
- I range di durezza, CO2 e nutrienti sono conservati nelle note di cura quando riportati dalla fonte.
- Sensibilita'
- Evitare cambi bruschi di luce, CO2 o fertilizzazione.
- Ruolo layout
- halb-emers (offene Becken), Sfondo, Centro vasca
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.
Representative live aquarium/natural image from Hygrophila polysperma (same genus) because no reusable exact aquarium photo was found for Hygrophila corymbosa ''Angustifolia''.