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Tetra di Vetro Lepidofago / Roeboides

Roeboides descalvadensis

Un pesce trasparente e gobbo con un terrificante segreto: i suoi denti sporgono in avanti per permettergli di attaccare altri pesci e strappar via le loro squame vive.

Famiglia
Characidae
Origine
Sud America (Bacino dell'Amazzonia, Orinoco e bacino del Paraguay)
Uso in vasca
Usata in 0 vasche
Temperatura

22 °C - 28 °C

pH

6 - 7.5

Tipo acqua

Acqua dolce

Zona nuoto

Colonna media

Taglia adulta

10 cm

Descrizione

Origine Geografica e Biotopo: Ampiamente diffuso dal Venezuela fino al bacino del Paraguay-Paraná in Argentina. Vive in branchi sciolti nei fiumi e ruscelli tranquilli, spesso stazionando a mezz'acqua vicino a radici affioranti in attesa di passare all'azione.

Tassonomia e Morfologia: Un caracide dalla forma unica e inquietante (arriva a 10 cm). Presenta un profilo 'gibboso', con un forte dislivello della testa rispetto al dorso (come un piccolo colpo di ascia). Ma l'adattamento più macabro si trova nella mascella superiore: è protrusa (simile a un naso aguzzo) e possiede serie di veri e propri denti simili a piccoli canini che PUNTANO IN AVANTI E FUORI dalla bocca. È un adattamento meccanico specifico per raschiare le fiancate di altre prede.

Comportamento Sociale: Apparentemente calmo e stazionario. Si muove fluttuando inclinato a testa in giù, una posizione di mimetismo che lo fa sembrare un pezzo di vetro o una foglia. In realtà, è costantemente in agguato. Ingaggia violente schermaglie con i conspecifici e attacca di soppiatto i pesci più grossi con un fulmineo colpo laterale (un 'bacio' della morte).

Colorazione e Dimorfismo Sessuale: Trasparente e diafano, spesso con una sfumatura verdognola o ambrata (simile ai pesci vetro asiatici o al Charax). Presenta tipiche macchie nere marcate: una dietro le branchie (spesso a forma di diamante) e una alla base del peduncolo caudale, utili a ingannare i predatori sulla posizione dell'occhio. Dimorfismo non evidente, ma le femmine mature sono più larghe nel ventre.

Cura e osservazioni

Allestimento della Vasca: Richiede una vasca grande e schermata (minimo 120 cm). Molte radici aggrovigliate ('woodscape'), zone ombrose tramite piante galleggianti e spazio per nuoto aperto. La luce deve essere bassa e il filtro deve creare un flusso leggero e rassicurante.

Alimentazione e Dieta: LEPIDOFAGO: è un predatore specializzato nel consumo di squame (e mucose) staccate da pesci vivi in natura. Fortunatamente in acquario, anche se mantiene un forte istinto predatorio, accetta rapidamente di essere 'svezzato': mangia voracemente prede intere congelate come chironomus abbondante, krill, piccoli gamberetti fantasma, mysis, o pellet carnivori affondanti. Non bisogna inserire cibo vegetale.

Qualità dell'Acqua: Acqua tipicamente amazzonica: molto pulita e ben ossigenata. pH da 5.5 a 7.0, GH tenero, temperatura da 24 a 28°C.

Compatibilità e Convivenza: IL MOTIVO PRINCIPALE PER EVITARLO NEI COMUNITARI. Se affamato, tornerà al suo comportamento naturale lepidofago: si affiancherà di scatto a pesci pacifici (come Corydoras, Discus o Scalari lenti), colpendoli sul fianco coi denti esposti e strappando un pezzo di squame. Questo causerà ferite aperte che si infetteranno rapidamente (funghi, Columnaris) uccidendo la vittima in pochi giorni. Va tenuto in vasche dedicate solo per loro, o insieme a Caracidi veloci della stessa taglia e Loricaridi corazzati che non possono essere intaccati.

Riproduzione in Acquario: Quasi inesistente nel commercio hobbistico, uova deposte in campo aperto senza cure parentali.

Rischi e Malattie: 1. Causare una strage orribile nell'acquario se introdotto con pesci placidi (spesso il neofita crede si tratti di una strana malattia cutanea dei suoi pesci, senza accorgersi dell'assassino notturno trasparente). 2. Ferimenti causati dagli agguati con pesci della stessa specie. 3. Suscettibilità alla malattia dei puntini bianchi (Ich).

Profilo pesce

Zona nuoto
Colonna media
Taglia adulta
10 cm
GH
2 dGH - 15 dGH
KH
n.d.
TDS
n.d.
Conducibilita'
n.d.

Galleria immagini

Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.